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Agrigento

Agrigento

Un viaggio unico in uno dei tesori più preziosi al mondo, la Valle dei Templi

Informazioni

"Sebbene Agrigento sia un moderno centro di circa 60.000 abitanti, la maggior parte dei turisti vi si reca per celebrarne il passato, appena fuori città"

Agrigento è tra le città più antiche della Sicilia ed è risorta più volte sulle sue antiche vestigia. La Valle dei Templi ci racconta uno dei sui volti più affascinanti, legato al mondo classico, insieme agli straordinari reperti custoditi nel Museo Archeologico Regionale. La città, fondata nel 581 a.C. da coloni greci rodio-cretesi e divenuta Akràgas nel secolo seguente, ha rappresentato nel passato uno dei più splendenti centri del Mediterraneo. Per questo, nel 1997, l’UNESCO ha iscritto l’Area Archeologica di Agrigento nel patrimonio dell’umanità. Di Agrigentum, rimangono i resti delle eleganti ville gentilizie e delle regolari vie del Quartiere Ellenistico-Romano.

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Attrazioni Principali

Quattro passi in via Atenea

Quattro passi in via Atenea

Quattro passi in via Atenea Il centro storico si estende sul colle di Girgenti e le sue arterie principali sono la via Atenea ed il vicino e panoramico Viale della Vittoria, da cui si domina la Valle e il mare. Durante la passeggiata tra i negozi, boutique e caffè, gustiamo il famoso gelato pecorino.

Incredibile, vero? E’ un delicato gelato fatto di ricotta di pecora. Un gusto tipico e unico, un vero prodotto dell’agrigentino poco conosciuto. Adesso inoltriamoci nel labirinto di piccole strade che, secondo lo schema arabo, collega i monumenti più antichi.

Quattro passi in via Atenea Il centro storico si estende sul colle di Girgenti e le sue arterie principali sono la via Atenea ed il vicino e panoramico Viale della Vittoria, da cui si domina la Valle e il mare. Durante la passeggiata tra i negozi, boutique e caffè, gustiamo il famoso gelato pecorino.

Incredibile, vero? E’ un delicato gelato fatto di ricotta di pecora. Un gusto tipico e unico, un vero prodotto dell’agrigentino poco conosciuto. Adesso inoltriamoci nel labirinto di piccole strade che, secondo lo schema arabo, collega i monumenti più antichi.

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La Cattedrale di San Gerlando

La Cattedrale di San Gerlando

La Cattedrale di San Gerlando fu fondata intorno alla fine dell’XI secolo dal vescovo Gerlando. Il tempio è in stile normanno-gotico e vi si accede attraverso un’ampia e morbida scalinata, fiancheggiata dal magnifico ed incompiuto campanile del XV secolo. L’edificio custodisce il preziosissimo Tesoro della Cattedrale, particolarmente ricco di opere d’arte. Saliamo sulla torre campanaria e ammiriamo i tetti di Girgenti dall’alto.

La Cattedrale di San Gerlando fu fondata intorno alla fine dell’XI secolo dal vescovo Gerlando. Il tempio è in stile normanno-gotico e vi si accede attraverso un’ampia e morbida scalinata, fiancheggiata dal magnifico ed incompiuto campanile del XV secolo. L’edificio custodisce il preziosissimo Tesoro della Cattedrale, particolarmente ricco di opere d’arte. Saliamo sulla torre campanaria e ammiriamo i tetti di Girgenti dall’alto.

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Chiesa di Santa Maria dei Greci e Abbazia di Santo Spirito

Chiesa di Santa Maria dei Greci e Abbazia di Santo Spirito

Attraverso la via di Santa Maria dei Greci accediamo all’omonima chiesetta, nel più antico quartiere della città medioevale. Costruita nel XII secolo, poggia le sue fondamenta sul basamento di un tempio dorico del V secolo a.C. che alcuni ritengono essere quello di Athena, sull’acropoli di Akragas. La Chiesa, preceduta da un piccolo ed elegante cortile, ha la facciata con un portale duecentesco arabo-normanno e belle monofore. L’interno è a tre navate con un soffitto ligneo ed è arricchito da alcune tracce di affreschi trecenteschi, da una statua in legno del ‘500 e da un sarcofago che custodisce i resti di un nobile palermitano. Dalla navata di sinistra accediamo al basamento nord del tempio dorico, del quale sono visibili alcuni tamburi di colonne.

Abbazia di Santo Spirito
Costruito nel 1260, il complesso è costituito dalla chiesa e dall’adiacente monastero cistercense. La chiesa ha, all’esterno, un magnifico portale di stile chiaramontano sormontato da un ricco rosone, in un contesto barocco più recente. Nell’interno settecentesco, troviamo numerosi stucchi serpottiani che ornano fantasiosamente le pareti della chiesa, un’acquasantiera del ‘500, una Madonna del Gagini (o di scuola gaginesca) e un soffitto ligneo a cassettoni del 1758, nel quale è dipinto lo stemma araldico della famiglia Chiaramonte. Fu infatti la moglie di Federico Chiaramonte, Marchisia Prefoglio, che consentì, con una donazione, la fondazione del complesso. L’adiacente monastero o Badia Grande, risalente al 1290, è impreziosito dal magnifico chiostro, nel quale spiccano portali gotici: imponente quello a sesto acuto, fiancheggiato da bifore, d’ingresso all’Aula Capitolare. All’interno del monastero sono conservati alcuni affreschi dei secoli XVI e XIX. Le suore del monastero preparano prelibati dolcetti di mandorla e pistacchio, secondo una ricetta secolare… Non perdiamo di assaggiarli!

Attraverso la via di Santa Maria dei Greci accediamo all’omonima chiesetta, nel più antico quartiere della città medioevale. Costruita nel XII secolo, poggia le sue fondamenta sul basamento di un tempio dorico del V secolo a.C. che alcuni ritengono essere quello di Athena, sull’acropoli di Akragas. La Chiesa, preceduta da un piccolo ed elegante cortile, ha la facciata con un portale duecentesco arabo-normanno e belle monofore. L’interno è a tre navate con un soffitto ligneo ed è arricchito da alcune tracce di affreschi trecenteschi, da una statua in legno del ‘500 e da un sarcofago che custodisce i resti di un nobile palermitano. Dalla navata di sinistra accediamo al basamento nord del tempio dorico, del quale sono visibili alcuni tamburi di colonne.

Abbazia di Santo Spirito
Costruito nel 1260, il complesso è costituito dalla chiesa e dall’adiacente monastero cistercense. La chiesa ha, all’esterno, un magnifico portale di stile chiaramontano sormontato da un ricco rosone, in un contesto barocco più recente. Nell’interno settecentesco, troviamo numerosi stucchi serpottiani che ornano fantasiosamente le pareti della chiesa, un’acquasantiera del ‘500, una Madonna del Gagini (o di scuola gaginesca) e un soffitto ligneo a cassettoni del 1758, nel quale è dipinto lo stemma araldico della famiglia Chiaramonte. Fu infatti la moglie di Federico Chiaramonte, Marchisia Prefoglio, che consentì, con una donazione, la fondazione del complesso. L’adiacente monastero o Badia Grande, risalente al 1290, è impreziosito dal magnifico chiostro, nel quale spiccano portali gotici: imponente quello a sesto acuto, fiancheggiato da bifore, d’ingresso all’Aula Capitolare. All’interno del monastero sono conservati alcuni affreschi dei secoli XVI e XIX. Le suore del monastero preparano prelibati dolcetti di mandorla e pistacchio, secondo una ricetta secolare… Non perdiamo di assaggiarli!

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Il Museo Archeologico regionale di Agrigento

Il Museo Archeologico regionale di Agrigento

Sorge appena fuori dal centro urbano, in contrada San Nicola, con vista panoramica sulla Collina dei Templi. Illustra la storia di Agrigento antica e del suo territorio, dalla preistoria alla fase di ellenizzazione. Nella sua ricchissima collezione di reperti archeologici spicca il Telamone alto oltre 7 metri, l’Efebo di Agrigento. Accanto al museo, la medievale Chiesa di San Nicola accoglie il Sarcofago di Fedra, una delle massime espressioni della scultura romana in Sicilia. Il suo rigoglioso giardino ci aspetta per una fresca sosta.

Sorge appena fuori dal centro urbano, in contrada San Nicola, con vista panoramica sulla Collina dei Templi. Illustra la storia di Agrigento antica e del suo territorio, dalla preistoria alla fase di ellenizzazione. Nella sua ricchissima collezione di reperti archeologici spicca il Telamone alto oltre 7 metri, l’Efebo di Agrigento. Accanto al museo, la medievale Chiesa di San Nicola accoglie il Sarcofago di Fedra, una delle massime espressioni della scultura romana in Sicilia. Il suo rigoglioso giardino ci aspetta per una fresca sosta.

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Le lunghissime spiagge di Agrigento

Le lunghissime spiagge di Agrigento

Si estendono per chilometri ad est e ad ovest, da Marina di Licata, città dalle origini antichissime, passando per Punta Bianca, con un alternarsi di spiagge quasi deserte, fino alla più mondana San Leone, centro nevralgico dell’estate agrigentina. Ce n’è per tutti i gusti e sono tutte fatte di sabbia bianca e finissima.

Si estendono per chilometri ad est e ad ovest, da Marina di Licata, città dalle origini antichissime, passando per Punta Bianca, con un alternarsi di spiagge quasi deserte, fino alla più mondana San Leone, centro nevralgico dell’estate agrigentina. Ce n’è per tutti i gusti e sono tutte fatte di sabbia bianca e finissima.

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La Casa di Pirandello

La Casa di Pirandello

E’ una casa di campagna di fine Settecento in contrada Caos, un altopiano a strapiombo sul mare tra ulivi e querce. Le stanze con vista sulla campagna ospitano una vasta collezione di fotografie, recensioni e onorificenze, prime edizioni di libri con dediche autografe, quadri d’autore dedicati a Luigi Pirandello, locandine delle sue opere più famose rappresentate nei teatri di tutto il mondo. La Casa, spesso, ospita mostre temporanee dedicate al Maestro. Dal 1987 la Casa Natale costituisce un unico istituto con la Biblioteca Luigi Pirandello. Nel giardino, fino a pochi anni fa, c’era ancora il pino centenario dove lo scrittore si soffermava a riflettere e comporre. In quest’angolo, ricco di carisma, l’autore ha voluto che fossero sepolte le sue ceneri.

E’ una casa di campagna di fine Settecento in contrada Caos, un altopiano a strapiombo sul mare tra ulivi e querce. Le stanze con vista sulla campagna ospitano una vasta collezione di fotografie, recensioni e onorificenze, prime edizioni di libri con dediche autografe, quadri d’autore dedicati a Luigi Pirandello, locandine delle sue opere più famose rappresentate nei teatri di tutto il mondo. La Casa, spesso, ospita mostre temporanee dedicate al Maestro. Dal 1987 la Casa Natale costituisce un unico istituto con la Biblioteca Luigi Pirandello. Nel giardino, fino a pochi anni fa, c’era ancora il pino centenario dove lo scrittore si soffermava a riflettere e comporre. In quest’angolo, ricco di carisma, l’autore ha voluto che fossero sepolte le sue ceneri.

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La Sagra del Mandorlo in Fiore

La Sagra del Mandorlo in Fiore

La Sagra del Mandorlo in Fiore nasce nel 1934 dall’idea del Conte Alfonso Gaetani di Naro, desideroso di promuovere i prodotti tipici agrigentini. In origine, la festa consisteva nell’esibizione di carri e gruppi folkloristici isolani ma negli anni si è evoluta fino a richiamare la partecipazione di compagnie provenienti dal resto d’Europa e perfino da oltre oceano. Da questa iniziativa nasce il “Festival Internazionale del Folklore” che, tra febbraio e marzo, si rinnova ogni anno. In questo periodo la Valle dei Templi vive una settimana di festa e di incontro tra popoli. Il momento culminante consiste nella suggestiva accensione del tripode dell’amicizia davanti al Tempio della Concordia.

La Sagra del Mandorlo in Fiore nasce nel 1934 dall’idea del Conte Alfonso Gaetani di Naro, desideroso di promuovere i prodotti tipici agrigentini. In origine, la festa consisteva nell’esibizione di carri e gruppi folkloristici isolani ma negli anni si è evoluta fino a richiamare la partecipazione di compagnie provenienti dal resto d’Europa e perfino da oltre oceano. Da questa iniziativa nasce il “Festival Internazionale del Folklore” che, tra febbraio e marzo, si rinnova ogni anno. In questo periodo la Valle dei Templi vive una settimana di festa e di incontro tra popoli. Il momento culminante consiste nella suggestiva accensione del tripode dell’amicizia davanti al Tempio della Concordia.

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La Scala dei Turchi

La Scala dei Turchi

La Scala dei Turchi è un luogo magico che si trova lungo il tratto di mare tra Realmonte e Porto Empedocle. La sua roccia è di marna tenera, calcarea, argillosa e di un bianco accecante. La natura, da grande artista, ha lavorato questa materia nel tempo, rendendola morbidamente sinuosa con l’aiuto del mare e della brezza salmastra, formando terrazze e smussando ogni angolo.

La Scala dei Turchi è un luogo magico che si trova lungo il tratto di mare tra Realmonte e Porto Empedocle. La sua roccia è di marna tenera, calcarea, argillosa e di un bianco accecante. La natura, da grande artista, ha lavorato questa materia nel tempo, rendendola morbidamente sinuosa con l’aiuto del mare e della brezza salmastra, formando terrazze e smussando ogni angolo.

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Favara con il Farm Cultural Park , a mezzora dalla Valle dei Templi, è la sesta città al mondo tra le dieci mete imperdibili per chi ama l’arte contemporanea, così dice la classifica del blog inglese “Purple Travel”. Questo piccolo centro dell’agrigentino, da paese abbandonato, si è trasformato in un laboratorio creativo e un cantiere di arte moderna, dove artisti, provenienti da tutto il mondo, lasciano la propria impronta.

Sette cortili, collegati tra loro. Sette cortili bianchi, in stile arabo e deciso. Un parco culturale, una galleria d’arte, fotografia, musica, cibo e buon vino.

Favara con il Farm Cultural Park , a mezzora dalla Valle dei Templi, è la sesta città al mondo tra le dieci mete imperdibili per chi ama l’arte contemporanea, così dice la classifica del blog inglese “Purple Travel”. Questo piccolo centro dell’agrigentino, da paese abbandonato, si è trasformato in un laboratorio creativo e un cantiere di arte moderna, dove artisti, provenienti da tutto il mondo, lasciano la propria impronta.

Sette cortili, collegati tra loro. Sette cortili bianchi, in stile arabo e deciso. Un parco culturale, una galleria d’arte, fotografia, musica, cibo e buon vino.

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