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Ragusa

Ragusa

Un notevole patrimonio artistico culturale grazie al valore dell'architettura barocca

Informazioni

"Ragusa è la città dalle due anime: la città moderna e quella antica di Ibla. E' considerata la capitale del barocco siciliano"

Una vasta area localizzata nella parte sud-orientale della Sicilia, caratterizzata da una varietà di paesaggi unica nel suo genere. Le dominazioni che qui hanno lasciato la loro impronta spaziano da quella sicula a quella normanna. Per tutte le sue peculiarità e per il senso dell'accoglienza della gente, questa terra è il luogo perfetto dove trascorrere le proprie vacanze!

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Ragusa Superiore

Ragusa Superiore

RAGUSA SUPERIORE è la città nuova, dove l’operatività ha preso il posto della borghesia ecclesiastica in nome del rinnovamento. Ma quasi a compensare il nuovo che avanza, qui si custodisce e si racconta la storia di questi luoghi attraverso il Museo Archeologico Regionale Ibleo Il museo occupa il primo piano del Palazzo Mediterraneo in via Natalelli. Presenta sezioni dedicate alla Stazione preistorica, Camarina, Abitati siculi arcaici e classici, Centri ellenistici, Insediamenti tardo romani. E’ interessante e molto pregiata la stele dedicata al Guerriero di Castiglione esposta nella sezione degli Abitati siculi, che commemora il soldato Pirrinoi, probabilmente di vedetta a Castiglione sui monti Iblei per proteggere la città di Camarina nel VI sec. A.C. Si tratta di un bassorilievo in un’unica lastra di calcare locale, raffigurante un guerriero armato a cavallo. Ci spiegano che l’importanza di questo reperto è nell’incisione dei caratteri greci e in dialetto dorico, che fanno pensare ad una personalità probabilmente indigena.

Un altro punto d’interesse è la bella Cattedrale San Giovanni Battista che si eleva imponente presso l’incrocio dei due viali principali di Ragusa superiore, via Roma e Corso Italia. Fu costruita a partire dal 1694 e prospetta con un’ampia terrazza pensile sulla piazza San Giovanni. La larga e movimentata facciata è affiancata da una massiccia torre campanaria terminante a cuspide, recentemente restaurata. All’interno, a tre navate, le cappelle ottocentesche sono decorate da pregiati stucchi.

RAGUSA SUPERIORE è la città nuova, dove l’operatività ha preso il posto della borghesia ecclesiastica in nome del rinnovamento. Ma quasi a compensare il nuovo che avanza, qui si custodisce e si racconta la storia di questi luoghi attraverso il Museo Archeologico Regionale Ibleo Il museo occupa il primo piano del Palazzo Mediterraneo in via Natalelli. Presenta sezioni dedicate alla Stazione preistorica, Camarina, Abitati siculi arcaici e classici, Centri ellenistici, Insediamenti tardo romani. E’ interessante e molto pregiata la stele dedicata al Guerriero di Castiglione esposta nella sezione degli Abitati siculi, che commemora il soldato Pirrinoi, probabilmente di vedetta a Castiglione sui monti Iblei per proteggere la città di Camarina nel VI sec. A.C. Si tratta di un bassorilievo in un’unica lastra di calcare locale, raffigurante un guerriero armato a cavallo. Ci spiegano che l’importanza di questo reperto è nell’incisione dei caratteri greci e in dialetto dorico, che fanno pensare ad una personalità probabilmente indigena.

Un altro punto d’interesse è la bella Cattedrale San Giovanni Battista che si eleva imponente presso l’incrocio dei due viali principali di Ragusa superiore, via Roma e Corso Italia. Fu costruita a partire dal 1694 e prospetta con un’ampia terrazza pensile sulla piazza San Giovanni. La larga e movimentata facciata è affiancata da una massiccia torre campanaria terminante a cuspide, recentemente restaurata. All’interno, a tre navate, le cappelle ottocentesche sono decorate da pregiati stucchi.

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Ragusa Inferiore

Ragusa Inferiore

RAGUSA INFERIORE. Nella ricostruzione, questa parte della città fu particolarmente curata tanto da creare uno stile unico nel suo genere ed al mondo, caratterizzato dall’uso della pietra locale e dall’estro di artisti che svilupparono lo stile barocco, in uso nel tempo, rendendo unici i palazzi e le chiese. I capolavori architettonici costruiti dopo il terremoto, insieme a tutti quelli presenti nel Val di Noto, sono stati dichiarati nel 2002 Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Proseguendo per il Corso Italia, si giunge al Corso Mazzini che unisce, attraverso un tortuoso percorso, Ragusa Superiore con Ragusa Inferiore o Ibla. Si può accedere ad Ibla anche attraverso tre ponti, Vecchio o dei Cappuccini, Nuovo, e Giovanni XXIII, oppure scendendo una scalinata lunga centinaia di gradini. Come rinunciare a quest’ultima, così pittoresca e invitante?

Qui, proprio all’inizio del nostro percorso, al limite fra i due nuclei cittadini, troviamo la Chiesa di Santa Maria delle Scale edificata tra gli anni Quattrocento e Cinquecento e ricostruita dopo il 1693; all’interno, ci sono ancora elementi dell’antico impianto: i tre portali gotico catalani nella navata destra e, nell’ultima cappella di questa stessa navata, un altro portale dalle raffinate ed eleganti forme rinascimentali. Tornando all’antica Ibla, raggiungiamo Piazza della Repubblica, dominata dalla Chiesa del Purgatorio con il suo bel portale barocco. Questa città dalle 1000 chiese, che stranamente si trova più in basso della moderna, ci piace sempre più. Da qui, avviandoci sulla salita Commendatore, ecco il barocco tipicamente esuberante nelle sue forme, di Palazzo Cosentini e di Palazzo della Cancelleria del XVIII secolo.

Qui è pure la Chiesa di Santa Maria dell’Idria che, stretta tra questi vicoli, ci sembra ancora più maestosa. Fondata dai Cavalieri di Malta nel sec. XVII, presenta un originale campanile rivestito di ceramiche di Caltagirone. Al suo interno una tela raffigurante San Giuliano è attribuita a Mattia Preti. Percorrendo ora la Via del Mercato, ma anche attraverso le parallele stradine, si arriva finalmente davanti alla Chiesa di San Giorgio, il Duomo di Ibla, edificato su disegno di Rosario Gagliardi tra il 1739 e il 1775. La bella e scenografica facciata è caratterizzata da colonne accostate e sovrapposte e protende il corpo centrale verso l’alto. L’interno si presenta con tre navate, spartite da saldi pilastri. Tre pitture di buona fattura sono di Vito D’Anna. Nel tesoro si conservano oggetti d’argento di grande valore.

Concediamoci una pausa con una gustosa e fresca granita, ammirando piazza Duomo e subito dopo, attraversiamo la zona pedonale per soffermarci al Circolo di Conversazione. Dall’esterno sbirciamo per intravederne il salone e immaginiamo come doveva essere animato questo luogo d’incontro, dove l’erudita borghesia locale discuteva “con l’ambizione di avere la soluzione per tutto”.

RAGUSA INFERIORE. Nella ricostruzione, questa parte della città fu particolarmente curata tanto da creare uno stile unico nel suo genere ed al mondo, caratterizzato dall’uso della pietra locale e dall’estro di artisti che svilupparono lo stile barocco, in uso nel tempo, rendendo unici i palazzi e le chiese. I capolavori architettonici costruiti dopo il terremoto, insieme a tutti quelli presenti nel Val di Noto, sono stati dichiarati nel 2002 Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Proseguendo per il Corso Italia, si giunge al Corso Mazzini che unisce, attraverso un tortuoso percorso, Ragusa Superiore con Ragusa Inferiore o Ibla. Si può accedere ad Ibla anche attraverso tre ponti, Vecchio o dei Cappuccini, Nuovo, e Giovanni XXIII, oppure scendendo una scalinata lunga centinaia di gradini. Come rinunciare a quest’ultima, così pittoresca e invitante?

Qui, proprio all’inizio del nostro percorso, al limite fra i due nuclei cittadini, troviamo la Chiesa di Santa Maria delle Scale edificata tra gli anni Quattrocento e Cinquecento e ricostruita dopo il 1693; all’interno, ci sono ancora elementi dell’antico impianto: i tre portali gotico catalani nella navata destra e, nell’ultima cappella di questa stessa navata, un altro portale dalle raffinate ed eleganti forme rinascimentali. Tornando all’antica Ibla, raggiungiamo Piazza della Repubblica, dominata dalla Chiesa del Purgatorio con il suo bel portale barocco. Questa città dalle 1000 chiese, che stranamente si trova più in basso della moderna, ci piace sempre più. Da qui, avviandoci sulla salita Commendatore, ecco il barocco tipicamente esuberante nelle sue forme, di Palazzo Cosentini e di Palazzo della Cancelleria del XVIII secolo.

Qui è pure la Chiesa di Santa Maria dell’Idria che, stretta tra questi vicoli, ci sembra ancora più maestosa. Fondata dai Cavalieri di Malta nel sec. XVII, presenta un originale campanile rivestito di ceramiche di Caltagirone. Al suo interno una tela raffigurante San Giuliano è attribuita a Mattia Preti. Percorrendo ora la Via del Mercato, ma anche attraverso le parallele stradine, si arriva finalmente davanti alla Chiesa di San Giorgio, il Duomo di Ibla, edificato su disegno di Rosario Gagliardi tra il 1739 e il 1775. La bella e scenografica facciata è caratterizzata da colonne accostate e sovrapposte e protende il corpo centrale verso l’alto. L’interno si presenta con tre navate, spartite da saldi pilastri. Tre pitture di buona fattura sono di Vito D’Anna. Nel tesoro si conservano oggetti d’argento di grande valore.

Concediamoci una pausa con una gustosa e fresca granita, ammirando piazza Duomo e subito dopo, attraversiamo la zona pedonale per soffermarci al Circolo di Conversazione. Dall’esterno sbirciamo per intravederne il salone e immaginiamo come doveva essere animato questo luogo d’incontro, dove l’erudita borghesia locale discuteva “con l’ambizione di avere la soluzione per tutto”.

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Cos'altro visitare

Cos'altro visitare

Più avanti, simile nelle forme alla Chiesa di San Giorgio, troviamo la Chiesa di San Giuseppe al cui interno è conservata un’artistica statua in argento del XVII secolo. La vicina Chiesa di Sant’Antonio, di età normanna, conserva il portale gotico nella facciata, mentre è barocco quello della sacrestia. Andando a sinistra, troviamo la Chiesa dell’Immacolata con un altro bel portale del XIV secolo; mentre nei pressi delle antiche mura – dette bizantine, ci attende la Chiesa del Signore Trovato, riedificata tra il sec. XVIII e il XIX. Un bel dipinto, la Madonna del Carmine di Vito D’Anna, si trova nella Chiesa di Santa Maria di Valverde. In piazza G.B. Odierna, è molto interessante la facciata rientrante della Chiesa di San Giorgio Vecchio con lo splendido portale gotico-catalano. Un alto rilievo sulla lunetta rappresenta San Giorgio che uccide il drago e aquile aragonesi sovrastanti. Dopo aver perso il conto delle chiese viste e visitate, riposiamoci nello splendido Giardino Ibleo, impiantato nel XIX secolo. E’ molto piacevole e rilassante passeggiare al suo interno ammirando gli stupendi panorami. Il giardino, realizzato nel 1858, ospita l’imponente monumento ai caduti della grande guerra e le Chiese di San Vincenzo Ferreri, di San Giacomo e la Chiesa dei Cappuccini. Vicino al giardino, si trovano gli scavi archeologici di Ragusa Ibla che hanno portato alla luce molti reperti dell’antica Hybla.

Più avanti, simile nelle forme alla Chiesa di San Giorgio, troviamo la Chiesa di San Giuseppe al cui interno è conservata un’artistica statua in argento del XVII secolo. La vicina Chiesa di Sant’Antonio, di età normanna, conserva il portale gotico nella facciata, mentre è barocco quello della sacrestia. Andando a sinistra, troviamo la Chiesa dell’Immacolata con un altro bel portale del XIV secolo; mentre nei pressi delle antiche mura – dette bizantine, ci attende la Chiesa del Signore Trovato, riedificata tra il sec. XVIII e il XIX. Un bel dipinto, la Madonna del Carmine di Vito D’Anna, si trova nella Chiesa di Santa Maria di Valverde. In piazza G.B. Odierna, è molto interessante la facciata rientrante della Chiesa di San Giorgio Vecchio con lo splendido portale gotico-catalano. Un alto rilievo sulla lunetta rappresenta San Giorgio che uccide il drago e aquile aragonesi sovrastanti. Dopo aver perso il conto delle chiese viste e visitate, riposiamoci nello splendido Giardino Ibleo, impiantato nel XIX secolo. E’ molto piacevole e rilassante passeggiare al suo interno ammirando gli stupendi panorami. Il giardino, realizzato nel 1858, ospita l’imponente monumento ai caduti della grande guerra e le Chiese di San Vincenzo Ferreri, di San Giacomo e la Chiesa dei Cappuccini. Vicino al giardino, si trovano gli scavi archeologici di Ragusa Ibla che hanno portato alla luce molti reperti dell’antica Hybla.

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Castello di Donnafugata

Castello di Donnafugata

Castello di Donnafugata Il nome deriva dalla leggenda secondo la quale la principessa Bianca di Navarra, imprigionata nel castello dal conte Bernardo Cabrera, fuggì attraverso le gallerie che conducevano nella campagna circostante, oggi un parco lussureggiante di quasi 8 ettari con grandi alberi di Ficus e altre essenze esotiche. Si dice che sia stato edificato sulla vecchia struttura di una torre duecentesca. Una parte dell’edificio risale alla metà del Settecento ma, nel suo complesso, la struttura fu edificata dal Barone Corrado Arezzo un secolo dopo, inserendo nella facciata principale la loggia con gli eleganti archi trilobati. Nel piano nobile troviamo un arredamento originale dell’epoca e una grande scalinata monumentale in pietra-pece. Notevoli sono il salone degli stemmi con gli affreschi parietali raffiguranti le insegne nobiliari delle grandi famiglie siciliane, il salone degli specchi, la sala della musica, la stanza del biliardo e infine la improbabile, dal punto di vista cronologico ma affascinante dal punto di vista della leggenda, stanza da letto della principessa di Navarra. Le stanze, le sale e i corridoi sono decorati con stucchi ed affreschi.

Castello di Donnafugata Il nome deriva dalla leggenda secondo la quale la principessa Bianca di Navarra, imprigionata nel castello dal conte Bernardo Cabrera, fuggì attraverso le gallerie che conducevano nella campagna circostante, oggi un parco lussureggiante di quasi 8 ettari con grandi alberi di Ficus e altre essenze esotiche. Si dice che sia stato edificato sulla vecchia struttura di una torre duecentesca. Una parte dell’edificio risale alla metà del Settecento ma, nel suo complesso, la struttura fu edificata dal Barone Corrado Arezzo un secolo dopo, inserendo nella facciata principale la loggia con gli eleganti archi trilobati. Nel piano nobile troviamo un arredamento originale dell’epoca e una grande scalinata monumentale in pietra-pece. Notevoli sono il salone degli stemmi con gli affreschi parietali raffiguranti le insegne nobiliari delle grandi famiglie siciliane, il salone degli specchi, la sala della musica, la stanza del biliardo e infine la improbabile, dal punto di vista cronologico ma affascinante dal punto di vista della leggenda, stanza da letto della principessa di Navarra. Le stanze, le sale e i corridoi sono decorati con stucchi ed affreschi.

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Gastronomia

Gastronomia

Cominciamo il nostro viaggio enogastronomico con l’assaggio dei pastieri, pasticcetti di carne tritata di agnello e capretto, conditi con pepe, formaggio e uova, molto usati nella zona di Modica; continuiamo con le scacce, sottili foglie di pasta di farina, farcite con spinaci o broccoli e ricotta, salsiccia e ricotta o ancora con pomodoro e melanzane… chiamate impanate durante la Pasqua. Possiamo assaggiare il coniglio a partuisa, i ceci cotti con carne di maiale e il macco, un passato di fave. Imperdibile il caciocavallo, tipico formaggio di latte vaccino, modellato in forme di parallelepipedo, il cui nome deriva dalla particolare posizione in cui veniva posto per la stagionatura.

Sempre a Modica gustiamo il cioccolato tra i più buoni per la sua particolare e antica lavorazione. Poi i biscotti affucaparrinu, letteralmente strangolaprete. Gustosi sono i dolci con le mandorle, come il torrone, gli amaretti e i caratteristici ‘mpanatiggi, che oltre alle mandorle contengono cioccolata, filetto di vitello e spezie varie. Accompagniamo tutto con un buon vino, scegliendo tra il Cerasuolo di Vittoria, l’ Ambrato di Comiso, e l’Albanello.

Cominciamo il nostro viaggio enogastronomico con l’assaggio dei pastieri, pasticcetti di carne tritata di agnello e capretto, conditi con pepe, formaggio e uova, molto usati nella zona di Modica; continuiamo con le scacce, sottili foglie di pasta di farina, farcite con spinaci o broccoli e ricotta, salsiccia e ricotta o ancora con pomodoro e melanzane… chiamate impanate durante la Pasqua. Possiamo assaggiare il coniglio a partuisa, i ceci cotti con carne di maiale e il macco, un passato di fave. Imperdibile il caciocavallo, tipico formaggio di latte vaccino, modellato in forme di parallelepipedo, il cui nome deriva dalla particolare posizione in cui veniva posto per la stagionatura.

Sempre a Modica gustiamo il cioccolato tra i più buoni per la sua particolare e antica lavorazione. Poi i biscotti affucaparrinu, letteralmente strangolaprete. Gustosi sono i dolci con le mandorle, come il torrone, gli amaretti e i caratteristici ‘mpanatiggi, che oltre alle mandorle contengono cioccolata, filetto di vitello e spezie varie. Accompagniamo tutto con un buon vino, scegliendo tra il Cerasuolo di Vittoria, l’ Ambrato di Comiso, e l’Albanello.

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